L’autunno restituisce ai borghi dell’entroterra una misura più raccolta.
È la stagione in cui i profili di una rocca rinascimentale in Toscana, di un palazzo settecentesco nel Sannio o di una fortezza medicea in Romagna si stagliano sui colori mutevoli del paesaggio agrario e boschivo. Ed è la stagione che segna il culmine del calendario rurale: la molitura delle olive sul Monte Pisano o sui Colli Euganei, la cerca del tartufo bianco sui Sibillini, i falò propiziatori di fine raccolto e il ritorno alle acque termali già note ai Romani. Un viaggio in dieci borghi Bandiera Arancione, da nord a sud, per osservare come la tutela del patrimonio storico trovi continuità nella cultura materiale e nei sapori della terra.
1. Castione della Presolana (BG)
Ai piedi del massiccio calcareo della Presolana - la “Regina” delle Prealpi Orobie - Castione conserva nella piccola frazione di Rusio uno dei pochi esempi di architettura rurale alpina, il cui antico nucleo agricolo ha una struttura urbanistica che ricorda le contrade dei secoli scorso. Raggiungibile con una piacevole passeggiata, il belvedere del Salto degli Sposi offre una veduta vertiginosa sulla vallata e custodisce la memoria del gesto estremo compiuto nel 1871 dal musicista polacco Maximilian Prihoda e dalla pittrice Anna Stareat, che qui decisero di buttarsi abbracciati per sancire il loro eterno amore. Il 22 novembre il borgo inaugura la stagione invernale con gli storici Mercatini di Natale, distribuiti nei fine settimana dell'Avvento.
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2. Moltrasio (CO)
Un paese in verticale sulla sponda occidentale del Lago di Como. Dai 200 metri della riva fino ai 1.250 metri dei boschi montani, Moltrasio è susseguirsi di ambienti differenti, una successione di terrazzamenti in pietra a secco, orti e giardini storici, per finire con prati e boschi.
Quattro percorsi tematici dedicati ad acqua, pietra, storia e panorama permettono di esplorare un territorio che dal Settecento ha attratto intellettuali e statisti: qui si trovano Villa Le Rose, che ospitò Winston Churchill, Villa Passalacqua e Villa Salterio, dove Vincenzo Bellini soggiornò traendo ispirazione dallo scroscio delle acque del torrente Pizzallo per comporre l'opera “La Sonnambula”. L’11 novembre si celebra la Festa Patronale di San Martino, i cui festeggiamenti iniziano durante il weekend precedente con appuntamenti liturgici, culturali e gastronomici.

3. Arquà Petrarca (PD)
Immerso nei profili vulcanici del Parco regionale dei Colli Euganei, il borgo medievale di Arquà assunse il nome attuale nel 1868 in omaggio a Francesco Petrarca, che qui trascorse gli ultimi anni di vita e riposa nell’arca in marmo rosso di Verona sul sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta. Oltre alla dimora del poeta, affacciata sul paesaggio collinare, meritano una visita nel borgo di Sopra l'Oratorio della Santissima Trinità con l’adiacente Loggia dei Vicari e, scendendo verso valle, l'antica Fontana detta del Petrarca. Non è finita qui, perché il territorio esprime anche una solida cultura agricola: dai vini dei Colli Euganei (dall’impo Rosso e Moscato) alla coltivazione della giuggiola, buona per confetture, dolci e liquori come il tradizionale Brodo di giuggiole. Il 22 novembre si tiene la Festa dell’Olio Novello, manifestazione che celebra l'eccellenza olearia e le tipicità gastronomiche locali.

4. Soave (VR)
Dominato dalla mole del Castello Scaligero articolato intorno a tre cortili, il borgo di Soave scende lungo il pendio racchiuso da una cinta muraria scandita da ventiquattro torri. Lungo l'asse viario principale si concentrano gli edifici storici di maggior rilievo: la chiesa di S. Lorenzo, con notevoli opere d’arte, e quella dei Domenicani; Palazzo Cavalli, in stile gotico-veneziano; il palazzo di giustizia, merlato e porticato, e il Palazzo Scaligero, attuale sede del municipio. Attorno alle mura si stendono i vigneti da cui nasce il celebre bianco Doc. Ogni terza domenica del mese il centro storico ospita il Mercatino dell'Antiquariato.

5. Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)
Un unico comune, tre epoche. Il nucleo medievale perfettamente conservato di Castrocaro, arroccato attorno a una delle fortezze più estese d'Italia; la cittadella rinascimentale di Terra del Sole, città-fortezza ideale voluta da Cosimo I de' Medici e imperniata sulla monumentale Piazza d’Armi; e la modernità del compendio termale novecentesco, in puro stile Art Déco. Domenica 15 novembre 2026 Terra del Sole celebra la 56ª edizione de La Fugarena, un rito agreste di ringraziamento propiziatorio dell’anno agrario, con il dono dei frutti della terra in chiesa e l'accensione di un grande falò in piazza . In programma varie iniziative collaterali: mercato ambulante, mercatino dell’artigianato e dei prodotti tipici, stand gastronomici con le eccellenze locali, intrattenimenti musicali, artisti di strada e i giochi di una volta.
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6. Vicopisano (PI)
Un piccolo borgo medievale che custodisce intatta la sua storia millenaria. Vicopisano conserva tracce del suo glorioso passato nel centro storico, impreziosito da antiche vestigia medievali tra le quali svetta il complesso monumentale della Rocca progettata nel XV secolo dal Brunelleschi, collegata attraverso un possente camminamento murario alla Torre del Soccorso. Intorno la cornice verde del Monte Pisano, con i suoi terrazzamenti olivetati che producono un olio extravergine di oliva IGP Toscano dal profilo erbaceo, con note piccanti e lievemente amare. Ogni seconda domenica del mese le vie del borgo accolgono oltre 200 espositori per il Mercatino del Collezionismo, con oggetti di modernariato, collezionismo, antiquariato e vintage.

7. Amandola (FM)
È la “porta est” di accesso al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Amandola rappresenta uno dei centri più importanti dell’area montana per le risorse storico-culturali e per le valenze ambientali e paesaggistiche. Si apre con la gotica Porta San Giacomo su piazza Risorgimento, centro vitale di un abitato ricco di architetture storiche e affacci sull'Appennino. Non da meno sono le specialità enogastronomiche del borgo, tra cui il tartufo bianco pregiato celebrato, insieme ai prodotti tipici dei Monti Sibillini, durante la manifestazione Diamanti a Tavola. L’appuntamento è per i primi due weekend di novembre.

8. Frontone (PU)
Adagiato ai piedi del massiccio del Monte Catria, nell'Appennino umbro-marchigiano, Frontone, con le vallate e le colline che ha intorno, si presta bene a escursioni e passeggiate. Trova invece il suo fulcro nella frazione Castello. Qui sorge il Castello della Porta, fortezza militare trasformata in residenza signorile e caratterizzata dal celebre puntone a prua di nave. La firma sul disegno è ancora quella di Francesco di Giorgio Martini. Quanto a gastronomia, quella locale è legata alla crescia di Frontone (prodotto De.Co.), cotta sulla brace secondo ricette contadine. Tra fine novembre e dicembre la fortezza accoglie i mercatini de Nel Castello di Babbo Natale.

9. Cerreto Sannita (BN)
Dopo il terremoto del 5 giugno 1688 che rase al suolo l'antico insediamento medievale, Cerreto Sannita fu riedificata in soli otto anni nella valle del Titerno secondo un progetto tanto ardito quanto semplice, una città aperta, senza mura, con un impianto urbanistico svincolato dalla centralità del castello o della chiesa e scandita da viali rettilinei e palazzi tardo-barocchi. La ricostruzione attirò maestranze napoletane che diedero nuovo impulso all’antica tradizione figulina locale, rendendo il borgo uno dei centri più raffinati della ceramica artistica meridionale. Per il gusto, una delle eccellenze è l’olio extravergine d’oliva celebrato a novembre durante “Le domeniche dell’olio”, con stand, convegni sul tema, dimostrazioni di raccolta e spremitura delle olive, visite guidate ai frantoi ed altri eventi collaterali.
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10. Sardara (VS)
Adagiato su uno sperone marnoso affacciato sulla piana del Campidano e dominato dai resti del castello medievale di Monreale, il borgo di Sardara lega la propria storia millenaria al culto e all'uso terapeutico delle acque. Lo testimoniano il pozzo di S. Anastasia, tempio nuragico del IX-VIII secolo a.C., situato presso fonti ritenute fra le più importanti dell’isola per l’efficacia curativa, e l'antico insediamento termale romano delle Aquae Neapolitanae. Una vocazione idroterapica che prosegue senza interruzioni nei moderni stabilimenti termali immersi nel verde poco fuori dall'abitato.
