Le vie del Signore sono infinite. Le case, anche. E in genere non sono semplici case, ma luoghi ricchi di storia, che nei secoli hanno assolto a funzioni religiose – conventi, eremi, abbazie, cenobi, luoghi di preghiera – e oggi sono diventati luoghi di ospitalità aperti a tutti. Perché, si sa, l’ospitalità è sacra. Succede a Bienno, Bandiera Arancione della provincia di Brescia, nella media Val Camonica.

Otto secoli di storia

L’Eremo dei Ss. Pietro e Paolo ha una storia antica: costruito su uno sperone di roccia che domina la vallata, dicono sia stato edificato a metà del XII secolo dai Francescani, e in otto secoli di vita ne ha visti di frati, suore e fedeli passare tra le sue mura.
Storie non sempre felici, perché a fine Settecento il convento, acquistato dalla Comunità di valle per farne un seminario, fu soppresso. Alla fine venne abbandonato, così a lungo che ci sono cartoline in bianco e nero degli anni Quaranta dove il convento non è che un rudere, un mozzicone di torre, un accenno di facciata di una chiesa, un muro perimetrale diruto, resti che si stagliano davanti alle montagne della Val Camonica.
Questo fino a quando, a fine anni Cinquanta del Novecento, qualcuno in paese non pensò che fosse un peccato lasciar franare quelle pietre e non iniziò un’opera di restauro con l’idea di costruire una struttura per ospitare incontri spirituali. Così tornarono frati e suore, e l’eremo riprese vita.

La conversione con OltreBrescia

Oggi ha cambiato funzione, o meglio, l’ha aggiornata. Fa infatti parte di OltreBrescia, progetto di ospitalità della Diocesi di Brescia che apre ai turisti – laici, credenti, nessuno chiede niente a nessuno – questo e altri eremi ed edifici della provincia.
Nicolò Fiammetti, che ne coordina la gestione, spiega: «Si è cercato di trovare una mediazione tra la spinta turistica delle località, la necessità di posti letto e l’aspetto di vita religiosa attiva che ancora contraddistingue questi luoghi». Perché l’Eremo dei Ss. Pietro e Paolo è ancora affidato alla gestione conventuale delle suore Sacramentine. Il che rende l’esperienza ancora più profonda.

Del resto Bienno sembra proprio fatto per ospitare esperienze di riposo e creatività. Per esempio, ogni anno qui si tiene Bienno Borgo Artisti 2.0, momento in cui figure emergenti nel campo dell’arte fanno una residenza nella Casa degli Artisti di via Carotti, collaborando con gli artigiani del centro storico, restituendo alla comunità la loro esperienza con eventi, presentazioni, talk e spettacoli.