Francesco morì alla Porziuncola la sera del 3 ottobre 1226. Da allora ogni epoca ha dipinto, scolpito e raccontato il Santo di Assisi a modo suo: il frate scalzo dei cicli trecenteschi, il mistico delle stigmate caro alla Controriforma, la figura dolente e intima del Novecento.

Nel 2026, anno dell'ottavo centenario, quel racconto torna anche nel calendario civile: il 4 ottobre è di nuovo festa nazionale dedicata a San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia.

Per il Touring Club Italiano è un invito a guardare con occhi nuovi un patrimonio che conosce bene. Nei luoghi Aperti per Voi, in tutta Italia, sono custodite e valorizzate tantissime opere d'arte. Sono la testimonianza di apporti e stratificazioni culturali differenti, e l'immagine di Francesco ricorre. Tre luoghi, a Bergamo, Crema e Piacenza, permettono di seguirne i passi attraverso sette secoli di storia dell'arte.

Bergamo, un affresco che ha cambiato casa

In Città Alta, nella Sala delle Capriate del Palazzo della Ragione, è conservato un affresco del XIV secolo che raffigura la Madonna con il Bambino tra San Francesco e Santa Caterina d'Alessandria, con due donatori inginocchiati. L'opera non nacque per queste pareti: fu strappata dal complesso di San Francesco, il convento che i frati minori avevano fondato sul colle. Con ogni probabilità si tratta dell'originale dell'affresco di cui ancora si intravede la "seconda pelle", cioè la traccia rimasta sul muro dopo lo strappo, nella Sala Capitolare dell'ex convento di San Francesco.

Due luoghi della stessa città conservano così le due metà di un'unica storia. È un esempio concreto di come il patrimonio si sposti, si trasformi e sopravviva grazie a chi decide di prendersene cura.

Madonna con il Bambino tra San Francesco e Santa Caterina d'Alessandria - Pacino de Nova

Crema, il Santo nelle pale del Rinascimento lombardo

Al Museo Civico di Crema e del Cremasco i volontari Touring accolgono i visitatori nella Casa Cremasca e Sala Pietro da Cemmo e nella Sala delle Piroghe e dell'Arte Organaria. Tra le opere custodite, due testimoniano la devozione francescana del territorio.

La prima porta la firma di Vincenzo Civerchio, pittore cremasco che lavorò anche a Milano e a Brescia e fu tra i protagonisti della pittura lombarda a cavallo tra Quattro e Cinquecento.

San Francesco, Vincenzo Civerchio

La seconda è una pala dalla storia singolare. Fu realizzata per la chiesa di San Bernardino, intitolata al grande predicatore francescano dell'Osservanza, ma venne rimossa nell'Ottocento, quando si decise di aprire una porta laterale. Oggi, di proprietà della Cattedrale di Crema, è in deposito al museo. Attribuita a Stefano Alberio, come si desume da atto rogato, è stata commissionata dal Terz’Ordine Francescano nel 1546 con consegna entro il giorno dell’Ascensione 19 maggio 1547. 

Piacenza, una basilica che racconta il suo titolare

Se c'è un luogo in cui seguire Francesco attraverso i secoli, è la Basilica di San Francesco d'Assisi di Piacenza, a pochi passi da Palazzo Gotico. La costruirono i Frati Minori tra il 1278 e il 1363, grazie a una donazione di Ubertino Landi, con la facciata in cotto e i caratteri tipici del gotico lombardo.

Il racconto comincia già all'esterno, con la lunetta in facciata dedicata al Santo titolare, e prosegue nelle lunette affrescate del chiostro.

San Francesco Stigmatizzato (1482), Guiniforte e Pierantonio Solari

Una volta entrati, in controfacciata si incontra la Madonna con il Bambino e santi francescani (1615-1630) del Camia e le Pietà e Santi del genovese Castello Bernardi (1580); San Francesco è riconoscibile in entrambi i casi dalle stigmate.

La cappella absidale destra, a lui dedicata, unisce affreschi del Seicento e vetrate di fine Ottocento. Nella navata sinistra la cappella di Sant'Antonio ospita una statua di San Francesco. Nella navata destra, infine, il racconto arriva ai tempi moderni con San Francesco riceve le stigmate di Ulisse Sartini, datato al 2011. In un solo edificio convivono così sette secoli di sguardi sul Santo. Dal febbraio 2025 i volontari Touring accolgono qui i visitatori, in collaborazione con la Diocesi di Piacenza-Bobbio.

Vetrate di fine Ottocento in abside

Francesco, anche a Bologna

L'elenco non si esaurisce qui. A Bologna, per esempio, Francesco compare nella Cappella Bentivoglio in San Giacomo Maggiore, in una tela dedicata a Santa Rita. Lo si ritrova anche nella Basilica di San Domenico, scolpito sull'arca accanto agli altri patroni della città: San Petronio, San Procolo e San Floriano. È un segno eloquente di come la sua figura attraversi ordini religiosi, stili e committenze diverse.

San Francesco in Basilica Patriarcale di San Domenico

Aperti per Voi, custodi di un bene di tutti

Dietro ciascuna di queste opere c'è una porta che si apre, e dietro ogni porta ci sono persone. Dal 2005 i volontari del Touring Club Italiano donano il proprio tempo perché un patrimonio che appartiene a tutti sia davvero accessibile a tutti.

Iscriviti al Touring Club Italiano, conviene, sempre.