George Tatge è nato a Istanbul nel 1951 da madre italiana e padre americano. Vive e lavora a Firenze. Ha trascorso l'adolescenza tra l’Europa ed il Medio Oriente prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Laureato in letteratura inglese, ha studiato fotografia con l'ungherese Michael Simon. In Italia dal 1973, ha lavorato prima a Roma come giornalista e quindi a Todi, dove ha vissuto per dodici anni portando avanti le sue ricerche fotografiche.
La sua prima mostra in Italia è stata alla Galleria Il Diaframma di Milano nel 1973. Dai primi anni Ottanta ha presentato mostre in America ed in Europa, ottenendo numerosi riconoscimenti; le sue opere fanno parte di collezioni come quella del Metropolitan Museum di New York, del George Eastman House di Rochester, del Houston Museum of Fine Arts, della Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Dal 1986 a 2003 è stato dirigente tecnico-fotografico della Fratelli Alinari di Firenze.
La sua mostra personale "Presenze-Paesaggi italiani" aprì a Villa Bardini di Firenze nel 2008 ed è stata poi presentata in altre cinque città. Era tra i 35 fotografi stranieri scelti per la mostra sull'Italia a Palazzo della Ragione di Milano nel 2015, intitolata "Henri Cartier-Bresson e gli altri". La sua mostra "Italia metafisica" ha aperto a Firenze nel 2015 prima di girare l’Italia. Nel 2019-2020 ha tenuto due grandi mostre personali a Livorno e Pistoia: "Luci di Livorno" e "Il Colore del Caso", con quest'ultima ha riaperto l'attività di Palazzo Fabroni di Pistoia presentando per la prima volta le sue immagini a colori.

Da un un'intervista di George Tatge:
Sin dagli inizi della mia attività sono stato attratto dall’uso del mezzo fotografico per indagare nelle mie proprie coordinate psichiche.
Non sono un fotografo che documenta la realtà, né che pretende di usarla per denunciare gli squilibri della società. Dopo tante battaglie per portare la fotografia alla pari con le altre forme artistiche riconosciute istituzionalmente, mi irrita non poco la sua troppa frequente associazione con i luoghi fisici, con la geografia. "Dove l’hai fatta?" è una domanda spesso inutile per il mio lavoro. Le buone fotografie si possono fare ovunque, anche senza andare lontano.
Mi ha sempre intrigato il vagare, dovunque io sia, lasciando che sia l'automatismo dello sguardo, innescato dall'inconscio, a guidarmi. Il Caso è uno dei fattori più affascinanti, fondanti e propri della fotografia

Come arrivare:

Pantheon degli Uomini Illustri

piazza S. Francesco – Pistoia

Altre informazioni utili:

Ingresso libero
fino ad esaurimento dei posti.
Posti limitati.

Prenotazioni (consigliate):
pistoia@volontaritouring.it