Iconografia e Storia
L’evento, a cura del Comitato Scientifico del Touring Club Italiano della Campania e del Propeller Club, riunisce studiosi, appassionati e cittadini per restituire voce a un luogo emblematico del Waterfront Partenopeo.
A moderare l’incontro sarà Giovanni Pandolfo, Consigliere Nazionale del Touring e Console Regionale per la Campania.
Dopo i saluti istituzionali di Antonio Buonajuto e Umberto Masucci ci saranno le relazioni dell’architetto Sergio Attanasio e dell’urbanista Massimo Clemente, a raccontare non solo un edificio, ma un destino collettivo.
Nel cuore del porto di Napoli, tra Calata Porta Massa e Calata Piliero, sorge un piccolo gioiello rococò che da secoli osserva il mare e i suoi passaggi. È l’Immacolatella Vecchia, con la sua pianta ottagonale e la facciata coronata dalla statua dell’Immacolata scolpita da Francesco Pagano.
Voluta da Carlo di Borbone e progettata da Domenico Antonio Vaccaro intorno al 1740, l’Immacolatella nasce come presidio sanitario del porto borbonico: qui la Deputazione della Salute controllava uomini, animali e merci per prevenire epidemie e proteggere la città.
Tra Ottocento e Novecento l’edificio diventa anche un punto di passaggio umano, un crocevia di destini. Prima che partissero i bastimenti diretti verso le Americhe, migliaia di emigranti vi transitavano ogni giorno, portando bagaglio leggero e speranze pesanti, una Ellis Island napoletana dove si consumavano addii, promesse, paure e speranze.
Con il passare degli anni, il porto si trasforma. Riempimenti e modifiche urbanistiche separano l’edificio dalla città, ma l’Immacolatella continua a custodirne l’anima.
Oggi resta un simbolo potente della memoria marittima e del fenomeno emigratorio di Napoli. Racconta partenze e ritorni, attese e coraggio, la capacità della città di guardare lontano senza dimenticare ciò che lascia alle spalle.
Da anni si parla della necessità di un restauro e di una valorizzazione per trasformarlo in museo del mare, o luogo della memoria, o spazio culturale. Ben vengano, dunque, i progetti che cercano di restituire all’edificio storico la dignità che merita.
L’Immacolatella Vecchia, entrata tra Sette e Ottocento prepotentemente nell’iconografia della città, è un confine tra terra e mare, tra ciò che si lascia e ciò che si cerca e con il suo porto, simbolo di un popolo che accoglie, resiste e spera.
