Dal Carnevale del BIM a Sa Jovia Lardajola

A Gavoi, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, il Carnevale non è solo una festa: è un tempo condiviso, un rito collettivo che intreccia memoria, identità e partecipazione.

Tra il 6 e il 17 febbraio, il paese barbaricino vive uno dei momenti più intensi del suo calendario culturale, unendo la rassegna delle maschere tradizionali del Carnevale del BIM Taloro al cuore pulsante della tradizione locale, Sa Sortilla ’e Tumbarinos del Giovedì Grasso (Sa Jovia Lardajola).

Un percorso che attraversa saperi, gesti rituali, suoni ancestrali e relazioni umane, restituendo il senso profondo di un Carnevale vissuto dalla comunità e per la comunità.

Il Carnevale del BIM Taloro - Rassegna delle Maschere Tradizionali della Sardegna

Il 6 e 7 febbraio Gavoi ospita il Carnevale del BIM Taloro, la rassegna itinerante delle maschere tradizionali della Sardegna centrale, nata nel 1997 all’interno dei comuni del Bacino Imbrifero Montano.
L’iniziativa è promossa dal Consorzio BIM Taloro, con il sostegno del Comune di Gavoi e l’organizzazione dell’Associazione Turistica Pro Loco di Gavoi.

La manifestazione rappresenta un importante momento di dialogo tra comunità, in cui le diverse espressioni del Carnevale tradizionale si incontrano e si raccontano, mantenendo vivo un patrimonio culturale fatto di simboli, riti e identità locali.

Il sapere che apre la festa: convegno sul Carnevale sardo

Venerdì 6 febbraio, ore 17.30 – Sala Consiliare

Il Carnevale del BIM si apre con un momento di riflessione e approfondimento: il seminario “Il Carnevale sardo: un ponte tra tradizione e contemporaneità”, organizzato in collaborazione con ISRE Sardegna – Istituto Superiore Regionale Etnografico.

Un appuntamento che riafferma il valore della conoscenza come strumento fondamentale per la tutela del patrimonio immateriale. A coordinare i lavori sarà Giuditta Sireus, operatrice culturale, affiancata da studiosi ed esperti di rilievo nazionale.

Tra gli interventi, quello di Stefano Lavra, presidente ISRE, dedicato al rapporto tra feste popolari, senso di appartenenza e ritualità nella Barbagia. Nel suo contributo, Lavra sottolinea come il Carnevale tradizionale sardo sia uno spazio di sospensione del tempo ordinario, in cui caos, vitalità ed elementi arcaici si fondono in riti collettivi di matrice dionisiaca:

“Emblematico, in questo senso, il Carnevale di Gavoi: qui il ritmo incessante de sos tumbarinos, insieme agli strumenti musicali tradizionali, si intreccia al chiasso, all’euforia e alla partecipazione sfrenata della comunità, tra libagioni, dolci e canti che si protraggono per giorni, in una dimensione “sovratemporale”, un tempo che non ha tempo, una realtà che vive in sé e per sé”

Seguiranno gli interventi di Marco Lutzu (etnomusicologo, Università di Cagliari), con una documentazione audiovisiva sulle musiche del Carnevale in Sardegna; Sebastiano Mannia (antropologo, Università di Palermo), sulla complessità del Carnevale contemporaneo; Joyce Mattu (docente di storia e scienze umane), sulle maschere tra passato e presente; e Bachisio Bandinu, antropologo e scrittore, che accompagnerà il pubblico in una riflessione essenziale: Perché ci mascheriamo?

Caras de Harrasehare - Il Carnevale nei volti

Mostra fotografica - Venerdì 6 febbraio, ore 16.30 – Museo del Fiore Sardo

Nel pomeriggio di venerdì verrà inaugurata la mostra fotografica Caras de Harrasehare, con gli scatti del fotografo gavoese Francesco Mereu.
Un percorso visivo che racconta il Carnevale di Gavoi attraverso volti, maschere ed espressioni, restituendo sia la dimensione rituale – come Sa Jovia Lardajola – sia quella più spontanea e quotidiana della festa.

Sabato 7: la sfilata

Il momento centrale del Carnevale del BIM sarà sabato 7 febbraio, con la sfilata delle maschere tradizionali a partire dalle ore 15.30, con partenza da piazza San Gavino e conclusione con balli in piazza accompagnati dal gruppo A Bratzos Tentos in piazza Sant’Antonio.

Alla sfilata prenderanno parte gruppi provenienti dalla Sardegna centrale:
Sas Mascheras Limpias di Fonni, S’Urtzu e Sos Bardianos di Ula Tirso, Su Harrasehare Lodinesu di Lodine, Sa Maschera Bolante e Su Coli Coli Antigu Tianesu di Tiana, i Coli Coli di Tonara, Su Turcu di Ollolai, Sa Maschera a Gattu di Sarule, Maimones, Murronarzos e Intintos di Olzai, insieme ai padroni di casa: sos Tumbarinos di Gavoi.

Il Carnevale del BIM Taloro, nato nel 1997 come manifestazione itinerante tra i comuni del Consorzio, rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di valorizzazione del patrimonio immateriale in Sardegna centrale. Un progetto che ha saputo trasformare la tradizione in un organismo vivo, capace di rigenerarsi attraverso il movimento, il suono e il coinvolgimento delle comunità.

Il Giovedì Grasso di Gavoi: Sa sortilla ‘e tumbarinos, quando il suono diventa maschera.

A Gavoi, questo percorso trova il suo naturale proseguimento giovedì 12 febbraio, con Sa Jovia Lardajola - Sa Sortilla ‘e Tumbarinos, il Giovedì Grasso che rappresenta il cuore pulsante del Carnevale gavoese e uno dei momenti più partecipati dell’intero calendario rituale del paese.

Qui la maschera si fa suono in un rito collettivo che coinvolge l’intera comunità, senza confini tra chi suona, chi balla e chi osserva. È il giorno in cui il Carnevale si fa esperienza totale, attraversando le vie del paese con un’energia sonora primordiale, capace di unire generazioni diverse sotto un unico, possente battito.

Protagonista assoluto è su Tumbarinu, il tamburo tradizionale costruito artigianalmente con cerchi di legno e pelli di capra, affiancato da su pipiolu, su triangulu, su tumborro e dalla voce, che intona muttos improvvisati, satirici o affettuosi. Il suono, dunque, si fa maschera e festa, permettendo a chi partecipa di spogliarsi della propria identità quotidiana per entrare in una dimensione di libertà espressiva e appartenenza collettiva.

Nel corso del pomeriggio, i suonatori iniziano a radunarsi spontaneamente rispondendo al richiamo di un tamburo che ne convoca un altro, fino a dar vita a Sa Sortilla ‘e Tumbarinos: un grande raduno sonoro che trova in piazza San Gavino il suo principale punto di convergenza. Qui, il boato dei tamburi trasforma la piazza in una cassa di risonanza naturale, avvolgendo i presenti in un’unica vibrazione.

Il Carnevale di Gavoi proseguirà poi con maschere spontanee, la sfilata dei carri allegorici del lunedì e il rogo dei fantocci di Zizzarrone e Mariarosa il martedì grasso, quando alle scintille affidate al cielo vengono consegnati gli auspici per una nuova rinascita.

Altre informazioni utili:

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Instagram @turismogavoi@pro.loco_gavoi

 

Orari di apertura del Museo del Fiore Sardo

Venerdì e sabato 15.00 -18.00 – Domenica 9.00 -13.00 / 15.00 -17.00