In collaborazione Club di territorio di Benevento e rete Touring Molise

Nel cuore selvaggio del Parco Nazionale del Matese si trovano due piccoli gioielli autentici: Guardiaregia e Campochiaro. Qui la natura domina incontrastata: gole profonde, cascate spettacolari e sentieri che attraversano boschi incontaminati. A Guardiaregia si estende una delle oasi WWF più grandi d’Italia. Campochiaro, ai piedi delle montagne del Matese, accoglie invece con il suo borgo tranquillo, le tradizioni genuine e panorami che sembrano dipinti. Questa visita è un viaggio lento tra acqua, roccia e silenzi della montagna: l’occasione perfetta per riscoprire il lato più autentico e sorprendente del Matese.

Guardiaregia (661 abitanti, 730 m s.l.m.) è situata su un ripido costone di roccia a ridosso della forra del torrente Quirino (affluente del Biferno) che scorre alle pendici settentrionali del monte Mutria. Il territorio offre alla vista scenari spettacolari di natura selvaggia, ricca di biodiversità, custodita da decenni in una vasta area protetta (la seconda in Italia per estensione) gestita dal 1997 come Oasi WWF ed ora compresa nel Parco Nazionale del Matese. Ci troviamo nel cuore che fino alla conquista romana fu insediato dai Sanniti Pentri, e che ha sempre conservato l’impronta agricola e pastorale. Siamo nell’area del Tratturo Pescasseroli-Candela, che a poca distanza attraversa l’antica Saepinum.

Il nucleo più antico del borgo si sviluppò attorno ad una rocca sorta nel X secolo a guardia del vicino insediamento longobardo di Campochiaro: in epoca normanna il feudo è infatti menzionato Guardiam cum Campoclaro. Per il suo carattere inaccessibile la montagna fu sede di romitaggi celestiniani. Sotto re Ladislao le terre di Guardia di Campochiaro, Pratella, Ciorlano, Capriati, Gallo e Letino nel 1413, confiscate a Filippo Sanfromondo, furono assegnate a Francesco Pandone, per passare a Enrico Pandone, che le vendette a Giambattista di Capua di Riccia. Luigi di Capua, suo discendente nel 1531 la cedette a Carlo Franco, poi passò ai Gellarulo fino al 1573 e infine al demanio regio nel 1580, sotto Filippo II di Spagna. Per tale motivo nel 1631, per decreto del viceré Ferrante Afan di Rivera duca di Alcalà, il nome del paese si tramutò in Guardiaregia. Il borgo fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1805: oltre alla perdita della rocca medievale portata via con il costone di roccia su cui poggiava, crollarono abitazioni e l’antica chiesa parrocchiale. Tra i vari edifici si notano: la chiesa di san Nicola, in stile neoclassico; l’ottocentesca Fontana urbica con lavatoio riparato da un portico a tre arcate; la pittoresca Fontana della gru; il Palazzo municipale, che sulla facciata mostra lo stemma civico e uno scudo araldico di Filippo II re di Spagna, segno dell’appartenenza al Regio demanio. Lungo le stradine gradonate sono presenti installazioni artistiche, come mosaici murali e decori (i “Portoni parlanti”). Un sentiero di cresta domina il profondo canyon del torrente Quirino dove un salto di oltre 100 metri dà luogo alle cascate del torrente san Nicola. Sullo sfondo, la cresta del monte Mutria (1823 m s.l.m.).

L’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, oggi nel Parco Nazionale del Matese, istituita nel 1996 e riconosciuta come Riserva naturalistica Regionale, tutela gli spettacolari ambienti boschivi e carsici dove le grotte Pozzo della Neve e Cul di Bove, fra gli abissi più profondi di tutta Europa, attirano l’interesse degli speleologi. La Zona Speciale di Conservazione, estesa su3.135 ettari di superficie, è una delle oasi più grandi create dal WWF. Nel suo perimetro sono presenti due habitat prioritari: le foreste di Tilio-Acerion delle Gole del Quirino e le faggete a Taxus baccata ed Ilex aquifolium di Monte Mutria e Campochiaro. Presso le Gole del Quirino è presente il Corbezzolo, unico sito nel Matese orientale. La fauna appenninica è rappresentata da lupo, gatto selvatico, tasso, scoiattolo rosso, cinghiale, capriolo. Un raro endemismo è la Salamandrina dagli occhiali, simbolo della Riserva. Tra i rapaci, si può osservare l’aquila reale, il rarissimo lanario, il falco pecchiaiolo, il nibbio reale. Nell’area protetta, dove sono censite quasi 350 specie di farfalle,si tengono laboratori didattici per le scuole, campi estivi per bambini, escursioni di diverso grado di difficoltà, passeggiate immersive.

Altre informazioni utili:

programma di massima

# Ore 9.45 : Ritrovo e check-in dei partecipanti in Piazza degli eroi – Guardiaregia (CB).

# Ore 10.15 : Accoglienza, scambio di saluti con gli amministratori comunali presso il Centro visite WWF, curato dalla coop. sociale “La Gramegna”.

Visita alla mostra sulla biodiversità del Matese molisano.

Visita guidata nel borgo, sentiero panoramico sulla forra del torrente Quirino e le cascate di san Nicola (100 m. di dislivello), percorso storico e artistico dei portoni parlanti e dei mosaici.

# Ore 13.30 : Trasferimento (mezzi propri – 6,5 km, 10 min) al ristorante Masseria Ceccone – Campochiaro (347 834 7989) per pranzo facoltativo al costo di € 35,00 a persona con il seguente menù: Antipasto*(salumi e formaggi locali con varietà della casa), Primo* (Cavatelli molisani ai funghi porcini), Secondo* (arrosto misto con patate al forno), Dessert* (millefoglie casereccio ai frutti di bosco), acqua minerale, vino della casa (Aglianico della valle del Calore) e caffè.  *materie prime di territorio. Nel prenotare, si prega di segnalare eventuali intolleranze, allergie o preferenze vegane, vegetariane ecc

# Ore 15.30 : Trasferimento (mezzi propri – 5 km, 10 min) all’Area faunistica del Cervo a Campochiaro, con percorso guidato nel bosco ed esperienze di contatto con la fauna selvatica e possibilità di relax nell’area attrezzata.

# Ore 16.30 : Termine della manifestazione.

Prenotazioni: dal 15/3/2026 fino ad esaurimento dei posti disponibili a mezzo email

benevento@volontaritouring.it o fabiana@rotolandoversosud.it

Partecipanti: min. 20 – max 40

Contributo di partecipazione:

– Iscritto TCI    € 12,00

– Non iscritto  € 15,00

Il contributo di partecipazione e il costo del pranzo (per chi lo prenota) sarà raccolto in contanti, all’arrivo, il giorno della manifestazione.

Volontario TCI accompagnatore console emerito Antonio Riselli

Telefono attivo il giorno della visita: 338 343 1737

Trasporti: mezzi propri

Guida: Coop. soc. La Gramegna

Il contributo di partecipazione comprende: le guide della coop. La Gramegna per l’intera giornata, l’accesso all’area faunistica del Cervo e ai luoghi visitati, le spese organizzative della Succursale Touring di Benevento, l’assistenza del Volontario Touring Accompagnatore, le assicurazioni per la responsabilità civile.

Il contributo di partecipazione NON comprende: il pranzo (35,00 euro a persona); le spese di carattere personale e tutto quanto non specificato. Il Club di Territorio Terra di Lavoro si riserva di accettare o meno la prenotazione.

Manifestazione organizzata per gli Iscritti e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione

regionale consoli della Campania.

Sono ammessi in via eccezionale i non iscritti perché possano constatare la qualità e l’interesse delle nostre manifestazioni, e quindi iscriversi.