Tra i forti paesaggi descritti da Giovanni Verga, vigneti, zolfare, storie di protagonisti e di Gente Senza Storia
In collaborazione con il Club di Territorio Paesi d’Irpinia
In esclusiva per gli iscritti e gli amici del Touring Club Italiano alla scoperta del paese del potente casato De Capua, tra palazzi-museo che raccontano di santi e di persone comuni, l’emozione della magnifica cucina irpina, la sorpresa del fagiolo normanno, l’esperienza delle antiche miniere di zolfo
Altavilla Irpina (Av) – (334 m. slm 3.183 ab) Il paese, che fa parte dell’Arcidiocesi di Benevento, nasce arroccato su uno sperone roccioso nella valle del fiume Sabato alla confluenza con il torrente Avellola, e si estende su tre colli, circondato da noccioleti e castagneti. Il primo nucleo si sviluppa intorno al castello in epoca longobarda.
Concesso da Ruggiero II ai conti De Capua, rimase in loro possesso dal XII sec. fino al 1793, quando divenne comune autonomo. Pur danneggiato da terremoti nel 1732, nel 1930 e nel 1980 il paese ha resistito, confermando la profezia “Altavilla tremerà ma non cadrà” attribuita a san Bernardino da Siena eletto a suo patrono. Nel XIX secolo, grazie allo sviluppo dell’industria mineraria, il centro urbano ebbe una notevole espansione, che lo portò ad assumere la configurazione di una piccola città operosa, dotata di un largo viale centrale sul quale si aprono alcuni eleganti palazzi della nuova borghesia, botteghe artigiane, negozi e locali d’intrattenimento.
Il Museo della Gente senza storia, inaugurato nel 1997, ospita numerosi reperti archeologici dal territorio altavillese dalla preistoria al medioevo e una raccolta di costumi e tessuti preziosi della prima metà del XIX sec. rinvenuti nella cripta della Collegiata dell’Assunta, oggi Santuario Diocesano e restaurati nel laboratorio annesso al Museo, che si trova nel grande palazzo comitale dei de Capua. Tra i reperti presenti nel panciotto di un uomo furono trovati tre fagioli, forse posti nella sepoltura con funzione di obolo per il passaggio nell’aldilà. Su questi legumi si è attuato un percorso di ricerca e valorizzazione che ha coinvolto storici, archeologi e scienziati che ne hanno studiato il profilo genetico avviando un programma di conservazione, riproduzione e fruibilità. Oggi il fagiolo “Normanno d’Altavilla” viene coltivato nel contesto di un progetto sperimentale peri inserirlo nel mercato alimentare.
Nel 1863 il proprietario di alcuni poderi presso il fiume Sabato scoprì che i terreni erano ricchi di zolfo, all’epoca in uso come fertilizzante, e iniziò ad estrarlo e commercializzarlo. Ricerche effettuate nel 1866 confermarono l’esistenza di giacimenti solfiferi, e nel 1869 fu costituita la Società Miniere Sulfuree, promossa da Ferdinando Capone e potenziata dal figlio Federico che nel 1878 promosse il consorzio tra le varie miniere e cave sorte nella zona. Ciò avviò un processo di sviluppo che favorì la viabilità, l’edilizia, l’emergere di un nuovo ceto imprenditoriale.
Fu in quegli anni che ad Altavilla soggiornò Giovanni Verga, invitato da Carlo del Balzo, scrittore locale con cui tenne un lungo carteggio. Affascinato dal borgo, Verga vi ambientò il romanzo Il marito di Elena, pubblicato nel 1882. Conl’arrivo della ferrovia nel 1891 lo zolfo irpino allargò il suo mercato, fino a ricevere la medaglia d’oro alla Esposizione agricola di Salerno del 1906. Lo stabilimento di Altavilla si ampliò con la macinazione del minerale, ancor oggi in uso nella viticoltura per la lotta all’oidio. Nel 1919 si creò la Società Anonima Industrie Meridionali, che produceva il 3% del fabbisogno mondiale di zolfo. Nel dopoguerra la scoperta di grandi giacimenti in Siberia e in Sudamerica mise in crisi la S.A.I.M. ma il colpo finale lo dette l’esondazione del fiume Sabato del 1961 che provocò gravi danni. La riduzione dell’attività estrattiva portò in pochi anni alla chiusura delle miniere. Dal 1983 lo stabilimento proseguì la lavorazione dello zolfo estratto dalle sostanze fossili nelle raffinerie italiane.
programma di massima
# Ore 9.30 : Ritrovo dei partecipanti davanti all’ingresso del Palazzo Municipale (Parcheggio Piazza IV Novembre) – Altavilla Irpina (AV).
# Ore 10.00 : Percorso guidato attraverso il borgo visitando il Museo della Gente Senza Storia (MuGeSS), la casa museo sant’Alberico Crescitelli, il santuario dei santi Pellegrino e Alberico Crescitelli, il Palazzo comitale De Capua.
# Ore 13.00 : Trasferimento (mezzi propri – 1,5 km – 5 minuti) presso il ristorante Peluso (tel 0825 996 467) – Pranzo (facoltativo) al costo di € 35,00 a persona con il seguente menù*: Aperitivo (aperitivo di saluto con prosecco di Greco di Tufo accompagnato da zeppoline al rosmarino, crostini con caciocavallo e bruschette con pomodoro), Antipasto (Zuppetta di fagioli normanni, talli di zucchine e polvere di crudo, tortino di ciambottella con crema di pecorino, fiore di zucca farcito), Primo (Fusilli freschi con salsiccia sbriciolata e zucchine alle tre consistenze), Secondo (Coppa di maiale a lenta cottura in crosta di nocciole con patate nuove schiacciate e fagiolini gratinati), Dessert (Trionfo di fragole semifreddo al torrone e salsa al vino cotto), acqua minerale, vino (Greco di Tufo DOCG Cantina Colline del Sole) e caffè.
*Pietanze e materie prime di territorio. Nel prenotare, si prega di segnalare eventuali intolleranze, allergie o preferenze vegane, vegetariane ecc.
# Ore 15,30 : Visita guidata agli stabilimenti delle antiche miniere di zolfo della S.A.I.M., monumento di archeologia industriale.
# Ore 17,30 : Termine della manifestazione.
Prenotazioni: Dal 15/3/2026 fino ad esaurimento dei posti disponibili a mezzo email benevento@volontaritouring.it o fabiana@rotolandoversosud.it
Partecipanti: min. 20 – max 40
Contributo di partecipazione
– Iscritto TCI € 5,00
– Non iscritto € 8,00
Il contributo di partecipazione e il costo del pranzo (per chi lo prenota) sarà raccolto in contanti, all’arrivo, il giorno della manifestazione.
Trasporti: mezzi propri
Guida: locale
Volontario Touring Accompagnatore e telefono attivo il giorno della visita: console Lorenzo Piombo 338 343 1737
Il contributo di partecipazione comprende: guida locale, l’ingresso ai Musei indicati nel programma, la visita guidata degli stabilimenti S.A.I.M., le spese organizzative della Succursale Touring di Benevento, l’assistenza del Volontario Touring Accompagnatore, le assicurazioni di responsabilità civile.
Il contributo di partecipazione NON comprende: il pranzo (35,00 euro a persona); spese di carattere personale e tutto quanto non specificato.
Il Club di Territorio di Benevento si riserva di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per gli Iscritti e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non iscritti perché possano constatare la qualità e l’interesse delle nostre manifestazioni, e quindi iscriversi.







