Sabato 16 maggio 2026

Raduno: Piazzale Giotto ore 7,30

   Nel territorio di Alia si trovano le grotte della GURFA, un antichissimo insediamento rupestre ricavato, sembra, per uso agricolo nell’arenaria della collina. La mancanza di reperti archeologici idonei ha portato gli studiosi a formulare la più svariate ipotesi sulla loro origine, che, tuttavia, sembrerebbe legata alla necropoli presente sulla sommità del costone roccioso.

   Anche il nome “GURFA” si presta a varie interpretazioni: Chufra, dall’arabo Hufrah, che indica “fossa”, Gurf, che indicherebbe “una parete scoscesa del monte”, Gurfa, dall’arabo “Gurfah, “stanza a piani superiori”. 

   Nel Nord Africa esistono, ancor oggi, insediamenti con il nome Gurfa che indica un magazzino granaio. Secondo alcune considerazioni dell’architetto e storico d’arte Carmelo Montagna le grotte sarebbero in realtà la tomba del re cretese Minosse, assassinato, secondo la mitologia, in un vasca da bagno proprio in Sicilia durante il suo soggiorno presso il re sicano “Cocalo” la cui roccaforte si trovava a Camico, località variamente identificata con alcuni siti archeologici. 

    La prima data certa è del 1150, quando furono concesse dal re Guglielmo allo “Spedale dei Lebrosi di Palermo”.

   Gli ambienti scavati nella roccia sono disposti su due livelli. A terra si trovano due grandi vani comunicanti, il primo a pianta quadrangolare e il secondo a pianta circolare, particolare sia per l’ampiezza sia per il profilo a forma di capanna culminante con un foro centrale in cima a circa 16,35 metri. 

Attraverso alcuni gradini, scavati nella roccia, si accede al piano superiore costituito da quattro ambienti, non troppo grandi, comunicanti, dotati di ampie finestre aperte sulla vallata.

Studi più recenti hanno inserito il sito nel “contesto archeologico dell’idrovia Platani-Fiumetorto/San Leonardo. L’ambiente a Tholos (costruzione circolare) monumentale della Gurfa con la camera funeraria dal tetto “a tenda” è riconducibile, per le sue dimensioni, a quelle elleniche datate intorno al 1400 a.C.

   Alla conclusione della visita ci raduneremo  nel vano terra circolare dove l’attore Sandro Dieli ci intratterrà su un monologo tratto delle Metamorfosi di Ovidio.

“Quelle cose che non furono mai, ma sono sempre” come gli antichi definivano il Mito: non storie immaginarie, ma racconto intenso e variegato di quello che, nella nostra interiorità, si dispiega qualunque sia il tempo in cui viviamo. La narrazione sarà intensa e a tratti divertente, capace di scovare i dettagli comici che le storie degli dei nascondono dietro di loro.

Concluso lo spettacolo con il pullman ci recheremo al Alia al ristorante “Sutta l’Archi” per il pranzo.

Dopo il pranzo la Chiesa Madre e il Museo archivio per la fotografia della Sicilia e del Mediterraneo

Alla conclusione rientro a Palermo.N.B.: L’escursione si svolgerà al raggiungimento di almeno 20 partecipanti.

Altre informazioni utili:

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

ISCRITTI:              € 75.00

 NON ISCRITTI     € 85,00

 

La quota comprende bus privato A.R. dell’Agenzia “Conca d’Oro Viaggi” s.r.l. di Piazza Indipendenza, assicurazione R.C., infortuni, pranzo, biglietto cumulativo per le visite e la guida.

 

Conferma di partecipazione entro e non oltre il 30  aprile p. v. con il versamento alla banca N 26 della quota sul c/c intestato Rocca Touring

DE16100110012626058895

e l’invio della ricevuta del bonifico

alla mail:

palermo@volontaritouring.it

 

Si invitano gli iscritti a comunicare il numero di tessera