Torniamo a parlare di Nature Restoration Law, il regolamento europeo sul ripristino della natura, e del Piano che l’Italia dovrà presentare alla Commissione europea per tradurre in misure concrete l’obiettivo di recuperare gli ecosistemi degradati. Ne avevamo già parlato qui annunciando l’apertura della consultazione pubblica da parte del Governo e sollecitando la partecipazione dei cittadini.
A conferma della rilevanza del tema e della necessità di divulgarne le implicazioni pratiche, soprattutto in Italia, ci sono alcuni interessanti dati pubblicati nell’Eurobarometro sugli atteggiamenti degli europei sull’ambiente (2024), uno dei principali strumenti informativi promossi dalla Commissione europea per conoscere l’opinione dei cittadini dell’UE su una serie di tematiche di interesse generale.
Siamo sensibili all’ambiente, meno al ripristino della natura
Alla domanda se le questioni ambientali abbiano un effetto diretto sulla salute e sulla vita quotidiana di ognuno, il 78% degli europei ha dichiarato di essere completamente (36%) o abbastanza (42%) d’accordo. Per gli italiani questa percentuale è addirittura superiore alla media di dieci punti (88%), nonostante cambi la composizione interna: i completamente d’accordo sono il 33% e gli abbastanza d’accordo il 55%.
È stato poi chiesto agli europei di indicare le azioni che ritengono più efficaci per contrastare i problemi ambientali: la più citata (58%) è stata la diffusione dell’economia circolare, seguita dalla messa in commercio di prodotti UE che non danneggino l’ambiente (55%), il rispetto delle normative di settore (52%) e, come quarta soluzione, il ripristino della natura (49%).
Le priorità degli italiani riflettono una sensibilità diversa perché indicano al primo posto il rispetto delle normative ambientali (61%) cui segue la promozione dell’economia circolare (60%), la vendita di prodotti rispettosi dell’ambiente (59%) e la disponibilità di informazioni in grado di stimolare corretti comportamenti a favore dell’ambiente (51%). Il ripristino della natura è citato come settima azione (38%): ciò non significa che manchi una sensibilità, ma che nel nostro Paese il ripristino non è ancora percepito come una leva strategica per il miglioramento dell’ambiente nel quale viviamo preferendo una maggiore efficacia normativa.
Per gli italiani l’UE dovrebbe rafforzare la legislazione ambientale
Considerazioni analoghe emergono dalla domanda sulle priorità che l’Unione dovrebbe darsi per proteggere la natura. Gli europei mettono al primo posto (45%) il ripristino della natura e la progettazione di nuove costruzioni o infrastrutture che la rispettino e, come terza opzione (44%), il potenziamento delle norme ambientali e la garanzia del loro rispetto. Per gli italiani la scala delle priorità è rovesciata: credono che la prima preoccupazione della UE debba essere quella di rafforzare la legislazione e di farla rispettare (47%), poi di progettare infrastrutture ambientalmente sostenibili (45%) e solo come terza opzione quella di ripristinare la natura (39%).
L’impegno del Touring con il progetto “Obiettivo Ripristino Natura”
Il Touring Club Italiano, insieme a Lipu e WWF Italia, è impegnato nel progetto “Obiettivo Ripristino Natura”, cofinanziato da Fondazione Cariplo, per sostenere e promuovere una definizione solida e ambiziosa del Piano Nazionale di Ripristino.
L’obiettivo è chiaro: trasformare un obbligo normativo in un’occasione di miglioramento concreto del territorio e del benessere collettivo, facendo del ripristino della natura un investimento sul futuro per turismo, economia e qualità della vita.