L’Italia è un Paese di abitudini che a lungo andare diventano tradizioni.
A Fontanellato, Bandiera Arancione in provincia di Parma, la domenica mattina, dopo aver fatto un salto al mercato settimanale, c’è l’abitudine di andare al “baracchino” a comprare la torta fritta, quella che altrove in Emilia chiamano anche gnocco fritto e si sposa bene con i salumi.
Collocato nella grande piazza antistante il santuario della Beata Vergine del Santo Rosario e ufficialmente denominato La casa della torta fritta, il “baracchino” non è un posto qualsiasi, ma un luogo speciale a cui da oltre 30 anni i fontanellatesi sono molto legati. «A turno ogni domenica dell’anno i membri delle associazioni del paese si mettono a friggere la pasta di pane, e con il ricavato sostengono le loro attività», spiega l’assessore alla cultura, Rossana Maradei.
E a Fontanellato le associazioni sono davvero tante, almeno una cinquantina, cui se ne aggiungono un’altra decina tra sportive e parrocchiali, «ci sono circa mille persone coinvolte attivamente, su 7mila residenti».

La Consulta dei Giovani
Si spiega forse con questa tradizione di prendersi cura e valorizzare il proprio paese, la nascita – nel dicembre 2021 – della Consulta dei giovani. «Tutto è iniziato due anni prima – racconta Federica Santini, 19 anni –, quando finite le scuole medie un gruppo di ragazzi del 2005 che aveva seguito la realizzazione e la gestione di una compostiera in uno dei giardini pubblici di Fontanellato si è chiesto chi si sarebbe preso cura del progetto in futuro». La risposta era a suo modo semplice: «Noi».
Così è sorto un gruppo di giovanissimi che hanno iniziato a incontrarsi con l’idea di far qualcosa per il proprio paese. «A Fontanellato ci sono giovani, ma non così tanti, ma siamo tutti “atomizzati” perché le superiori si fanno fuori, a Fidenza o Parma. Si avverte questa diaspora. Essendo un paese piccolo, si pensa ci sia poco da fare. Noi siamo nati perché non vogliamo arrenderci a questa idea, ma pensiamo che ognuno debba darsi da fare per costruire qualcosa, per uscire, per non stare chiusi in camera da soli con il telefono».

Ufficializzato in Comune come organismo autonomo che ha l’intento di favorire la partecipazione e il confronto sui temi che riguardano i giovani, la Consulta oggi ha 5 membri stabili tra i 16 e i 20 (oltre a Federica, Marcello, Katia, Gabriel e Kudratleen) che si riuniscono ogni dieci giorni nella Ludoteca e si danno un gran da fare nell’organizzare serate ed eventi in cui coinvolgere i coetanei.
Tra le tante cose (serate, incontri e riunioni) si occupano della Caccia ai Tesori Arancioni del TCI. «Lo facciamo per noi, perché impariamo cose che ci serviranno nella vita, ma anche per il nostro paese, che non è noioso e privo di opportunità come si dice», spiega.
Può sembrare strano, ma anche per la Consulta, come per ogni associazione, il problema è il ricambio generazionale. «Andiamo nelle terze classi delle medie per spiegare che cosa facciamo e per coinvolgere i più giovani, perché le medie sono l’ultimo momento in cui si fa comunità, poi si disperdono e non li prendi più». Il tutto all’insegna della partecipazione.
La stessa molla che la domenica spinge i volontari a friggere torte per finanziare la propria associazione.