La passione della città per le architetture verticali e le viste panoramiche ha trovato un altro posto davvero speciale. Dopo il Bosco Verticale, La Terrazza della Triennale e i grattacieli di Santa Giulia e di Gae Aulenti.

Il nuovo posto da scoprire, ammirare, e gustare è nel cuore del cuore della vecchia Milano, anzi su uno dei simboli storici della città: la Galleria Vittorio Emanuele. 

Dal 7 febbraio è aperta la nuova High Line Milano. Non bisogna inforcare la scopa come fece Totò nel film Miracolo a Milano di De Sica e Zavattini per gustarsi la vista dall’alto di Piazza Duomo.

Basta prendere un ascensore all’angolo della Galleria con Piazza della Scala per trovarsi tra i tetti, sulla grande cupola in vetro e ferro battuto tirata su in pochissimo tempo da oltre mille operai acrobatici nel 1865.

Una articolata passerella di metallo alla quale si affiancano panoramiche terrazze-salotto vi porterà ad un altro ascensore trasparente che sale fino al salone dove si trovava l’osservatorio astronomico, e poi all’ultima vasta terrazza da cui si domina tutta la piazza sottostante, il Duomo e la Madonnina, il Museo del ‘900, Palazzo Reale, Piazza Diaz, via Torino… La carrellata circolare può continuare fino a inquadrare i grattacieli di Porta Nuova, e poi fino al Castello.

Insomma una Milano a 360 gradi dove si cerca, un po’ spiazzati, di individuare a che cosa appartengano quei tetti, quelle terrazze, quei comignoli, quelle torrette, quei campanili .

Le immagini dell'Archivio Tci in mostra

Il vasto salone con il soffitto a volta neo gotica, l’unico ambiente chiuso, ospita per ora una grande mostra (ma si parla anche di ricavarne anche una sala cinematografica  e un luogo di eventi).

Alle pareti sui insoliti supporti molte immagini in bianco e nero che raccontano un secolo di storie e personaggi e angoli e momenti curiosi e drammatici di Milano.

Provengono tutte dall’Archivio storico del Touring Club Italiano e saranno visibili fino a maggio.

Intorno, e là sparse alcune opere di arte contemporanea realizzate da giovani artisti.  Su un altro pannello le copie dei documenti ricostruiscono la storia della Galleria, dal bando del re Vittorio Emanuele II del 1864, rivolto “ai cultori dell’arte architettonica” al ritratto del vincitore del concorso, nel 1865, l’architetto bolognese Giuseppe Mengoni.