Dal 13 marzo al 7 giugno 2026 Casa Museo Boschi Di Stefano, negli spazi della Scuola di ceramica, ospita la mostra dedicata allo scultore faentino Carlo Zauli (Faenza, 1926 – 2002), in occasione del centenario della nascita.
La mostra è al centro di "Carlo Zauli 1926 – 2026. Tra Faenza e Milano", che analizza gli snodi fondamentali dell’evoluzione creativa dello scultore, ceramista e designer, partendo dal confronto con le neoavanguardie per arrivare alla piena maturità, con al centro il “bianco Zauli” come cifra autonoma e distintiva.

Un ideale punto di partenza del progetto è il 1957, quando Carlo Zauli si confronta, vivendolo, con il panorama milanese.
La Galleria Montenapoleone è un centro espositivo primario negli anni Cinquanta, ospitando importanti esposizioni come le collettive dei fratelli Pomodoro (1954), L’avanguardia. Picabia Sant’Elia Fontana Baj Manzoni (1958) e le personali di Mirko Basaldella (1957) e Bruno Munari (1958).
Alla fine degli anni Cinquanta Milano vive un periodo molto fertile in cui trovano spazio le nuove proposte artistiche: dalla personale di Yves Klein Proposte monocrome – Epoca blu alla Galleria Apollinaire, a quella di Alberto Burri alla Galleria del Naviglio, entrambe nel 1957.
Il percorso espositivo ripercorre alcuni di questi snodi dello sviluppo della creatività di Zauli: dai primi vasi dalle forme più tradizionali a quelli successivi “sconvolti”; dalle “stele” alle “zolle”.
Negli spazi della Casa Museo al secondo piano, la scultura “Vaso sconvolto” è posta in dialogo con le opere di Lucio Fontana che Zauli ha conosciuto a Faenza.
