Un centinaio di dipendenti di Enel in questi mesi, affiancati dai volontari del Touring Club Italiano, hanno curato l'accoglienza di cittadini e turisti in 19 luoghi di interesse culturale di 12 diverse città di tutta Italia. Ecco che cosa hanno scoperto e com'è andata a Roma.
Una mattina all'Oratorio del Gonfalone
(Testo di Christian De Sio, Federico Fava, AnnaPaola Garofalo)
Oggi abbiamo preso parte a un’esperienza di grande valore culturale e umano. Il nostro servizio come volontari presso l’Oratorio del Gonfalone è stato soprattutto un’opportunità per incontrare e accogliere persone, supportando attivamente la riuscita di un evento in un contesto ricco di storia e cultura.
Nel corso della giornata abbiamo avuto la possibilità di approfondire la conoscenza di un luogo di straordinaria importanza artistica e storica, normalmente non accessibile a tutti: l’Oratorio del Gonfalone. Questo ci ha permesso di vivere l’esperienza da una prospettiva privilegiata, andando oltre il semplice ruolo operativo e acquisendo una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio che stavamo contribuendo a valorizzare.

L’Oratorio del Gonfalone rappresenta infatti uno spazio in cui arte, storia e spiritualità convivono in modo unico. Gli affreschi, come il Gesù che entra a Gerusalemme di Jacopo Bertoja e la Flagellazione di Federico Zuccari, hanno offerto l’opportunità per comprendere meglio il contesto storico e culturale del luogo e per dialogare con i visitatori, rendendo il servizio ancora più significativo.
Situato nel cuore di Roma, questo luogo appare dall’esterno quasi discreto, persino nascosto, ma custodisce al suo interno uno dei cicli pittorici più straordinari del manierismo italiano. Essere coinvolti direttamente in un ambiente così ricco e normalmente riservato ci ha fatto sentire privilegiati, rafforzando il senso di responsabilità e l’importanza del nostro contributo nel rendere accessibile e comprensibile un patrimonio che merita di essere conosciuto e valorizzato.
Sin dai primi momenti trascorsi al suo interno, abbiamo percepito una sensazione di raccoglimento particolare. Le pareti, il soffitto, la luce filtrata, il silenzio interrotto solo dalle voci rispettose dei visitatori: tutto contribuiva a creare un’atmosfera di intensa contemplazione.

Ogni persona che entrava sembrava reagire con meraviglia. Alcuni alzavano immediatamente lo sguardo verso gli affreschi, altri restavano in silenzio, quasi intimoriti dalla grandiosità dello spazio. Anche noi, pur impegnati nelle mansioni pratiche, non riuscivamo a sottrarci continuamente al richiamo visivo delle pareti: era come se l’oratorio ci ricordasse costantemente che il volontariato non è soltanto fare, ma anche condividere bellezza, custodire memoria.

Questa giornata ci ha aiutato a comprendere il valore concreto del volontariato culturale, che va oltre il semplice “aiutare”. Essere presenti significava fare da tramite tra il luogo e i visitatori, facilitando l’incontro con la storia e l’arte attraverso l’accoglienza, il dialogo e il supporto pratico.
È stato stimolante vedere persone diverse per età e provenienza accomunate dall’interesse e dalla curiosità verso l’arte sacra. In questo senso, il volontariato diventa un’occasione di scoperta e condivisione, senza imporre nulla, ma rendendo accessibile un patrimonio prezioso.
La giornata ha rafforzato anche la consapevolezza dell’importanza di custodire e valorizzare luoghi come l’Oratorio del Gonfalone, non solo come beni artistici, ma come spazi culturali vivi, capaci ancora oggi di coinvolgere e far riflettere.
Jacopo Bertoja e “Gesù che entra a Gerusalemme”
Tra tutte le opere che abbiamo contemplato, quella che ci ha maggiormente colpito in un primo momento è stata l’imponente scena di Gesù che entra a Gerusalemme, realizzata da Jacopo Bertoja.

Trovarci davanti a questo affresco è stato come assistere a un momento sospeso tra trionfo e tragedia. La scena rappresenta l’ingresso di Cristo nella città santa, accolto dalla folla con entusiasmo e gesti di venerazione.
A prima vista, l’opera sembra raccontare un evento gioioso. C’è movimento, molta gente, colori vivaci e un’atmosfera di grande partecipazione. Gesù è al centro della scena ed è subito riconoscibile: avanza con calma, circondato da una folla entusiasta. Osservando meglio, però, si coglie qualcosa di più profondo. Anche se la folla celebra Gesù, il suo atteggiamento è serio e composto. L’artista ci fa comprendere che questo momento di gloria non è solo una festa, ma anche l’inizio di ciò che accadrà poco dopo. Chi conosce la storia sa infatti che, dopo quell’accoglienza calorosa, Gesù verrà tradito e condannato.

Bertoja riesce così a mostrare due aspetti nello stesso momento: da una parte la gioia e l’entusiasmo delle persone; dall’altra la consapevolezza del destino che attende Gesù. Il contrasto tra questi due aspetti coesistenti rende l’opera molto interessante: ci parla dell’entusiasmo umano, che può essere forte ma anche fragile, e di una figura che procede con dignità pur sapendo cosa lo aspetta. In modo semplice, questo affresco ci invita a riflettere su come i momenti di successo possano nascondere difficoltà future e su come l’arte sappia raccontare storie complesse usando immagini, gesti e sguardi.
La bellezza di aprire le porte: Noi volontari all'Oratorio del Gonfalone
(Testo di Ludovica Picalarga, Maria Romano, Giacomo Veniali, Ruggero Veri)
Nel cuore di Roma, tra i vicoli che profumano di storia, si nasconde uno dei gioielli più preziosi e meno conosciuti della capitale: l'Oratorio del Gonfalone. Spesso definito la "Cappella Sistina del Manierismo romano", questo luogo straordinario è un tripudio di affreschi cinquecenteschi che lasciano letteralmente senza fiato chiunque ne varchi la soglia.

Questo capolavoro è un luogo tanto affascinante quanto inaccessibile: normalmente le sue porte sono chiuse e il sito non è visitabile. L'unica eccezione è una volta a settimana, quando l'Oratorio viene aperto, ma esclusivamente per ospitare concerti. Visitarlo di giorno per poterne ammirare l'arte e i dettagli pittorici è un vero e proprio privilegio. Ed è proprio in questa eccezionalità che si inserisce la bellissima esperienza che abbiamo avuto la fortuna di vivere oggi.

Grazie al Touring Club noi, colleghi di Enel, abbiamo partecipato a una splendida giornata di volontariato aziendale. Se oggi abbiamo potuto varcare quella soglia e, soprattutto, farla varcare ad altre persone, il merito è tutto del Touring Club Italiano.

Grazie alla loro iniziativa, infatti, l'Oratorio è stato aperto in via straordinaria per le visite. Il nostro compito è stato quello di diventare per un giorno i custodi e i narratori di questa meraviglia, accogliendo i visitatori che si sono presentati all'ingresso. Essere in quattro ci ha permesso di fare squadra, dividerci i compiti, supportarci a vicenda e condividere l'emozione di vedere lo stupore negli occhi delle persone. C'è qualcosa di profondamente gratificante nel restituire alla collettività uno spazio normalmente chiuso, rendendo la bellezza un bene condiviso.

Accompagnare i visitatori all'interno dell'Oratorio significa guidarli attraverso un ciclo pittorico che racconta la Passione di Cristo, realizzato dai più grandi maestri del tardo Cinquecento. Ma tra le tante meraviglie che decorano le pareti, c'è un dettaglio che abbiamo amato particolarmente raccontare e che vi consigliamo di cercare se ne avrete l'occasione: l'affresco dell'Ecce Homo.

L'opera non è solo un capolavoro di tecnica pittorica, ma gioca in modo brillante con lo spazio fisico in cui si trova. L'affresco, infatti, richiama in modo sorprendente il vero e proprio balcone presente all'interno della sala, creando un suggestivo dialogo tra l'architettura dipinta e quella reale dell'Oratorio. È un dettaglio che svela il genio e l'estro degli artisti dell'epoca.
Alla fine della giornata, la stanchezza fisica è stata ampiamente superata dall'energia positiva che abbiamo ricevuto. Questa esperienza ci ha ricordato quanto sia importante prenderci cura del nostro immenso patrimonio culturale. Oggi l'Oratorio del Gonfalone ha aperto le sue porte al pubblico, ma ha anche aperto i nostri occhi sull'importanza di metterci in gioco in prima persona per valorizzare i tesori nascosti della nostra città. Un ricordo speciale che noi quattro porteremo sicuramente a lungo nel cuore.

Un bellissimo luogo... nascosto!
(Testo di Valentina Aloisi, Alexandru Neagu, Corina Alexandra Hossu, Anna Maide Trinchera)
Siamo all'Oratorio del Gonfalone insieme al Touring Club in collaborazione con Enel. Insieme ad Alex, Maide, Corina e Valentina abbiamo passato la giornata immersi nella storia dell'arte a imparare e condividere informazioni con i turisti che hanno scelto di visitare l'Oratorio.

Durante la giornata abbiamo ammirato le opere e ci siamo affezionati particolarmente all'affresco che rappresenta la Cattura di Cristo. Ci ha colpito molto perché è uno dei pochi notturni della storia dell'arte dell'epoca manierista.

Stiamo parlando di un affresco datato intorno al 1570 dipinto da Marcantonio del Forno. Possiamo osservare Cristo al centro dell'opera con dietro Giuda e accanto San Pietro che colpisce Malco, il servo del sommo sacerdote. La scena è sormontata da una luna offuscata da nubi ed è carica di simbolismi dell'epoca. Abbiamo ricevuto numerosi gruppi di turisti interessati, curiosi e grati per le informazioni ricevute. Lasciamo questo posto soddisfatti e più colti.
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